VIGEZZINI  ILLUSTRI                                         ritorno

 

(da TERRA D’OSSOLA-Ossolani Illustri-di Angela Preioni Travostino-a cura di Edgardo Ferrari e Antonio Pagan-Tipografia San Gaudenzio di Novara-Settembre 1995)

 

ATTENZIONE: cliccando sui nomi sottolineati é possibile vederne la genealogia.

   

BALCONE GIOVAN BATTISTA –Sacerdote presso la Parrocchia di Zornasco. Ricco e brillante, mutò condotta e

si ridusse a vivere poveramente e in penitenza. Eresse un ospedaletto nel quale raccolse derelitti e mendicanti

 

BELCASTRO ALFREDO – Omegna 1893 S. Maria Maggiore 1974 – da genitori omegnesi albergatori in Val Vigezzo, frequentò la scuola di Belle Arti Rossetti Valentini. Dopo aver partecipato alla 1° guerra mondiale si perfezionò nella pittura a Torino e a Roma. Tornato in Val Vigezzo iniziò l’attività pittorica acquistando numerosi consensi. Dapprima "divisionista", il suo stile si fece più libero e personale e tradusse in colori stati d’animo e la poesia della natura circostante

 

BORGNIS DOMENICO AGOSTINO Craveggia 1799 ivi 1843 arricchitosi con il commercio, lasciò una considerevole somma al suo paese per l’istituzione di una scuola post-elementare che funzionò oltre un decennio

 

BORGNIS GIUSEPPE ANTONIO professore universitario Craveggia 1781 – Monza 1863 - Figlio di Giovanni banchiere a Parigi e di Maria Rossetti. Dedicatosi agli studi scientifici si laureò in ingegneria prestando poi servizio presso la Marina a Venezia dove uscì una sua pubblicazione di meccanica. Insegnò matematica applicata all’Università di Pavia divenendone nel 1843 Rettore Magnifico. Propugnò la costruzione della carrozzabile Vigezzo-Domo e di una diramazione verso la Svizzera e il Lago Maggiore. Fu membro effettivo del R. Istituto Lombardo di Scienze, Lettere e Arti.

 

BORGNIS GIUSEPPE MATTIA pittore Craveggia 1701 – West Wycombe (Inghilterra) 1761. Figlio di Giovanni e di Antonia Borgnis. Ricevuti i primi rudimenti del disegno in Valle, imparò l’affresco e la pittura a olio a Bologna e Venezia. Nel 1719 in Vigezzo iniziò l’attività, notevole per livello artistico e per numero di committenze, durata un trentennio. Lasciò pitture sacre e profane in chiese e case della Valle, dell’Ossola, del Canton Ticino fra cui si impongono gli affreschi delle chiese parrocchiali di S. Maria Maggiore, Craveggia e dell’Oratorio della Madonna della Vita di Mozzio. Nel 1752 si trasferì in Inghilterra (West Wycombe) dove propose nello stile "augusteo" molte opere classiche della pittura italiana componendone variamente il contesto. Morì cadendo da una impalcatura.

 

CAPIS GIOVANNI giureconsulto, storico Domodossola 1582-1632 – Figlio del Conte Matteo e di Elisabetta Borgnis compì gli studi classici a Milano, presso i Gesuiti di Brera, poi a Pavia si laureò in diritto civile ed ecclesiastico nel 1605. In quell’epoca compilò un dizionarietto etimologico del dialetto lombardo con traduzione in volgare toscano noto come Varon Milanes. Omissis Dovendo ricercare e riordinare grande quantità di documenti del passato nacque in lui l’idea di tramandare ai posteri una storia dell’Ossola, quella da lui intitolate e finita nel 1631 e poi fatta stampare dal figlio Giovan Matteo nel 1763 sotto il titolo di Memorie della Corte di Mattarella, che ebbe una ristampa recente nel 1968.

 

CAVALLI CARLO medico, storico Santa Maria Maggiore 1799- 1860 - Studi classici e laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Pavia e di Torino. Fu medico condotto in Val Vigezzo e corrispondente del Giornale delle Scienze Mediche, Sindaco di Santa Maria Maggiore, Presidente del Consiglio Provinciale dell’Ossola, Deputato al Parlamento Subalpino e fautore della carrozzabile Val Vigezzo-Domo. Va ricordato soprattutto per i Cenni Statistico-Storici della Val Vigezzo in tre volumi editi a Torino nel 1845, primo lavoro accurato e fondamentale sulla storia generale della Valle che gli ottenne onorificenze e l’iscrizione a varie Accademie italiane e straniere.

 

CAVALLI ENRICO pittore S. Maria Maggiore 1849-1919 - Dal padre Carlo Giuseppe, ritrattista, apprese i primi rudimenti. Trasferitasi la famiglia a Lione, là frequentò l’Accademia di Belle Arti, poi fece la spola tra Parigi e Marsiglia avendo contatti con artisti del suo tempo e dipingendo ritratti che mandò alle esposizioni di Parigi e di Torino. In Francia e nella sua Valle continuò la sua attività, insegnando saltuariamente alla Scuola Rossetti-Valentini. Le sue opere sono disperse in città della Francia, in Piemonte e in Lombardia. Un certo numero di suoi quadri si trovano alla Galleria Giannoni di Novara e in Valle Vigezzo. Merita un posto di rilievo fra i pittori italiani della seconda metà dell’Ottocento.

 

DELL’ANGELO GIOVANNI BATTISTA naturalista, benefattore - Parigi 1834 Craveggia 1911 - Figlio di Gian Giacomo

e di Maria Cottini residenti in Francia per attività commerciali. Ricco per eredità paterna si dedicò allo studio delle scienze naturali e divenne raccoglitore di fossili e minerali di pregio cui aggiunse una sezione di ornitologia. Donò alla fondazione Galletti il tutto, scientificamente catalogato perché servisse agli studiosi ossolani. Compilò anche un catalogo delle famiglie craveggesi con la loro genealogia. Beneficò l’Asilo infantile e lasciò una borsa di studio per il migliore alunno delle elementari del paese. Fece costruire una fontana pubblica e collaborò alla realizzazione della Ferrovia Vigezzina

 

FEMINIS GIOVANNI PAOLO inventore dell’Acqua di Colonia, benefattore - Crana 1670 circa - Colonia 1736. Emigrato presso parenti a Magonza. Commerciante ed erborista, a Colonia fabbricò un’acqua odorosa chiamata "acqua admirabilis" che mise in commercio dal 1727. Contribuì con ingenti somme alla costruzione della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, della casa comunale, di un oratorio a Crana, di una scuola per ragazzi del paese.

 

FERINO PIETRO MARIA generale Craveggia 1747 Parigi 1816 - avviato al commercio dal padre banchiere a Parigi, lasciò gli affari per la carriera militare. Combatté valorosamente al servizio della Francia Repubblicana e poi nell’esercito di Napoleone che lo promosse Generale e Grand’Ufficiale della Legion d’Onore. Anche Luigi XVIII lo onorò col grado di Pari.

 

GENNARI LUCIANO letterato, amministratore pubblico Parigi 1892 Lanzo torinese 1979 - Figlio di Giovanni Battista e di Annetta Zanni, proprietari della nota Casa Ponti-Gennari, studiò lettere alla Sorbona, insegnò letteratura francese a Milano, e a Parigi tenne un corso sul romanzo italiano dell’Ottocento. Fondò e diresse in Italia la rivista Arte e Vita. Fece parte del movimento cattolico francese, amico di Maritain e di Claudel. Drammaturgo, critico e saggista sulla lingua italiana e francese. In italiano è Il Romanzo di una Valle alle celebrità vigezzine, alla parentesi della guerra partigiana e a sue vicende personali. Si interessò alla vita della Val Vigezzo come Consigliere Comunale di Santa Maria Maggiore e come presidente di opere altamente benefiche per la Valle, sull’esempio di molti emigranti benefattori.

 

ROSSETTI VALENTINI GIOVANNI MARIA Santa Maria Maggiore 1796-1878 - Figlio di Giacomo Antonio e Angela Menabene a Milano, frequentò i corsi di ornato e figura nell’Accademia di Brera. A Montpellier insegnò in scuola governativa e si dedicò alla pittura. Fu insignito della Legion d’Onore da Napoleone III. Ritornò a S. Maria nel 1870 e qui continuò l’insegnamento gratuito ai convalligiani nella scuola di disegno che istituì a proprie spese ed alla quale lasciò in eredità il proprio patrimonio. Regalò un Ostensorio alla parrocchia, un lascito per la messa festiva a Crana e l’autoritratto alla Fondazione Galletti.

 

SALATI GIOVANNI MARIA primo attraversatore a nuoto della Manica per amore di libertà - Malesco 1796 - Saint Brice sous Forêt 1879. Figlio di Domenico e Anna Maria Salati. Nel 1812 è soldato nell’armata italiana comandata dal generale Pino e poi marinaio sulla "Belle Poule". Come fuciliere di marina combatte a Waterloo dove, ferito, viene fatto prigioniero e recluso a Dover su una vecchia nave adibita a campo di concentramento.Dopo alcuni mesi di vita impossibile si butta per disperazione nella Manica e l’attraversa a nuoto raggiungendo Boulogne. A Parigi trova lavoro presso i parenti Polino che hanno fatto fortuna come fumisti e da semplice spazzacamino diventa fumista impresario. Nel 1850 il Salati si trasferisce a Soissons, poi al seguito del figlio prete dimora in varie parrocchie e muore in quella di Saint Brice sous Forêt a 12 chilometri da Parigi.

 

SCACIGA DELLA SILVA FRANCESCO storico, giornalista – Mozzio 1810 – Domodossola 1874. Figlio di Diovole e di Teresa Albertazzi. Studi classici e laurea in legge a Torino. A Domo si dedicò alla professione legale e alla ricerca storica sull’Ossola Superiore pubblicando Storia di Valdossola (1842) e Vite di Ossolani Illustri con quadro storico delle Eresie (1847). Diresse e collaborò a giornali locali, Il Moderato (1851), LAgogna (1845), L’Ossolano (1854). Scrisse novelle e articoli di vario argomento su almanacchi a partire dal 1846. Fu Provveditore agli studi nell’Ossola dal 1848 al 1854. Si occupò di amministrazione pubblica e favorì la formazione di biblioteche pubbliche nelle vallate e la costruzione della strada Crevola-Pontetto di Montecrestese.

 

SIMONIS GIOVAN BATTISTA pittore morto a Buttogno nel 1868. Lavorò a lungo nel Delfinato e nella Franca Contea e fu ritenuto buon pittore. Rientrato a Buttogno insegnò disegno e colore seguendo la tradizione di altri membri della famiglia Simonis che già dal 1650 tenevano una scuola di disegno e pittura.

SOTTA FRANCESCO MARIA pittore Malesco 1764/1841. Ritrattista di buona fama in Francia prima e dopo la rivoluzione. Fu iniziatore di una dinastia di pittori. Ricordiamo i figli CARLO GIUSEPPE (1796/1872) attivo a Roma e in Francia (soggetti religiosi, autoritratto a Palazzo Silva) e più famoso LUIGI (1777-1860) ottimo e ricercato ritrattista a Parigi, dove frequentò l’atelier di Ingres. Lavorò a Pietroburgo, a New Orleans, a Roma, in Francia.

 

TESTORE ANDREA Promotore della Ferrovia Domodossola-Locarno Toceno 1855-1941

Figlio di Giuseppe Antonio e di Maria Cazzini. Maestro elementare nella sua Toceno, lavorò poi per qualche anno in Argentina. Dopo il rimpatrio si batté con zelo instancabile per migliorare il tenore di vita dei valligiani fondando la Società Operaia di Mutuo Soccorso e organizzando corsi serali per lavoratori. A vantaggio dell’avvenire turistico della Valle Vigezzo promosse la società Elettrica Vigezzina, la "società pro montibus et fluminibus" di carattere ecologico e lo Sci Club Vigezzo. Il suo nome è essenzialmente legato all’impresa non facile di procurare alla propria vallata la ferrovia Domodossola-Locarno, che entrò in funzione nel 1924, dopo un ventennio di suo impegno assiduo contro ostacoli di ogni genere. A riconoscimento delle sue benemerenze nel 1982 gli fu intitolata la Scuola media di Santa Maria Maggiore.

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