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LA NUOVA STRADA DELLE CENTOVALLI

                                                                                                                                                             

    Avevo letto nella Rivista che si trovava in costruzione (oramai quasi ultimata) una strada da Locarno per S. Maria Maggiore a Domodossola, una specie di comunicazione subalpina fra il Gottardo e il Sempione: avevo sentito inoltre decantare le bellezze di questa regione, specie della Val Vigezzo, e decisi di visitarla.

Essa nel territorio svizzero è finita ormai da parecchi anni e bisogna vedere con quale ampiezza di vedute fu costruita: la Val Centovalli è forse così detta perchè in essa confluiscono numerose vallette le quali, mentre contribuiscono a render più pittoresco e movimentato il paesaggio, avranno dovuto offrire difficoltà al passaggio della nuova strada: eppure non una contropendenza, non una salita erta, talchè il ciclista che monta in bicicletta a Locarno può senza gran fatica arrivare a S. Maria Maggiore sempre in macchina in meno di 3 ore e comodissimamente: e questo appunto perchè non si é lesinato in ponti colossali ed altissimi, parte in ferro e parte in muratura, in profonde trincee ed in altre opere veramente degne di una strada di primo ordine.

    Dal punto di vista panoramico la valle merita davvero d'essere visitata. A sinistra torreggiano il Limidario (m.2180) e le roccie del Gridone, qui però meno imponenti che dall'altro versante della Canobbina dove richiamano senza diminutivi le Dolomiti del Cadore. A destra il Pizzo Ruscada (m.2007); da ogni parte boschi di faggi, praterie verdissime e più in su neve finchè in fondo alla valle, spumeggia la Melezza.

    Si lasciano in alto varie borgate coll'aspetto caratteristico dei paesi alpini, ma il primo paese che tocca la strada dopo Intragna è Camedo, sul confine italo sviz zero: fin qui giunge la diligenza federale da Locarno e fin qui la strada è da un pezzo sistemata. Qui pure cessa la Val Centovalli che si biforca in due altre: a destra il pittoresco vallone di Ribalasca, a sinistra la Val Vigezzo che non è altro che la continuazione della Centovalli, tanto che vi scorre sempre il torrente Melezza.

    Il confine è segnato dal torrente Ribalasca, per passare il quale senza fare la minima contropendenza si sta costruendo (ed è quasi ultimato) un grandioso ed altissimo ponte. Questa è l'unica parte della nuova strada che ancor rimane da ultimare. Al di là del ponte, in torritorio italìano, la strada continua abbastanza praticabile.

    Qui la valle si restringe, sembra quasi un problema 1'uscirne; ma a questo pensa un provvidenziale tunnel, al di là del quale il paesaggio cambia totalmente: siamo in una regione veramente alpina: si corre quasi in riva alla Melezza fra prati verdissimi e pineti, ad ogni svolta un nuovo  panorama ci si presenta: ecco Re, ecco in fondo l'altissima punta del Togano 2307; ma come farò ad esprimere la grandiosità del paesaggio quando si svolta in vista di Malesco, colla valle disseminata di ridenti paeselli, e collo sfondo incomparabile di nevai e ghiacciai, dalle cime al di là della sottostante val d'Ossola?

    Ecco Malesco colle sue numerose e copiose fresche fonti, donde in un attimo a S.Maria Maggiore.

   Ma qui siamo in regione ormai in mano agli italiani nota e non credo dilungare la mia relazione che se non altro avrà il merito di segnalare ai soci del Touring l'esistenza di una nuova e splendida strada alpina.

 

                                                                                                                                                      FELICE MANFREDI

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