UN NOME, UN
MARCHIO

MELLERI0
(Les
Echos - Francia – giovedì 9
agosto 2001 pagina 47)
di Tristan Gaston-Breton*
(traduzione di Luciano Cavalli)
La Coppa dei
Moschettieri di Roland Garros , il Pallone d'Oro o meglio la Cravatta d'Oro,
sono loro. Trofei sportivi, ma anche parures, colliers ed anelli, orologi ed
anche spade d'accademici........ Diretta dalla
stessa famiglia per ben 14 generazioni, Mellerio detta «Meller» é la più
vecchia casa di alta gioielleria francese..... La sua storia incomincia sotto
Francesco I°. Essa si incolla al destino dei re e delle regine. Sistemato
a partire dal 1815 in rue de la Paix, il franco-italiano Mellerio detto
"Meller" costituisce il nono episodio della nostra serie estiva.
E' un piccolo paese
di montanari al Nord dell'Italia. A pochi chilometri dalla Svizzera e dal lago
Maggiore, nelle Alpi italiane, Craveggia sembra sperduta nel cuore di scoscese
montagne. Con i suoi tetti di piode e i suoi colori caldi, questo paese
tipicamente italiano si presenta al viaggiatore in tutta la sua maestosa
austerità. Improntato per la maggior parte del tempo di calma e di serenità,
il paesaggio qui é mutevole: i colori sono di una violenza estrema,
le nevicate sono improvvise e le inondazioni devastatrici. Isolata
nel bel mezzo della val Vigezzo, la "valle dei Pittori", Craveggia
lascia poco spazio all'artificiale ed all'estetica di facciata: puri i suoi
abitanti, abituati all'insidia degli elementi ed ai capricci del clima, la
sopravvivenza si estrinseca in questa frase: costruire per durare.
«Costruire per durare »: questa potrebbe essere la divisa dei Mellerio, il cui nome francesizzato in Meller orna al giorno d'oggi la facciata della boutique di rue de la Paix, a Parigi. La perseveranza, la volontà di resistere, una saggezza fatta di realismo sereno, il piacere della discrezione piuttosto che dell'ostentazione, un'alta visione delle cose, questi sono in effetti i valori di questa famiglia arrivata in Francia all'inizio del XVI° secolo, oggi una delle più vecchie e stimate case di gioielleria francese. Originari di Craveggia, i Mellerio sono rimasti fedeli, nel corso dei tempi, a questo paese dove, ancora oggi, secondo il motto di Olivier Mellerio, essi vogliono ogni anno rinnovarsi. Straordinaria continuità di una famiglia a cavallo di due Paesi e che, nel corso dei secoli, é stata toccata più di una volta dalla "Grande Storia".
La storia, quella della famiglia, incomincia nel 1515 quando Giovanni-Maria Mellerio lascia Craveggia per la corte di Francia. In pieno Rinascimento, il re Francesco 1° non ha occhi che per gli artisti e gli artigiani italiani, che egli accoglie a peso d'oro ed ai quali apre le porte dei suoi castelli. Giovanni-Maria Mellerio é uno di loro. Piccolo artigiano tagliatore di pietre, il suo destino e quello dei suoi discendenti si incolla nel corso di decenni all'ombra della comunità italiana, della quale la famiglia diventa un membro influente. La loro ascesa, i Mellerio la devono ad uno di quei casi fortuiti di cui la Storia é ghiotta e che doveva lanciarli verso nuove vette. La "Grande Storia", qui, si confonde con il mito............
La leggenda
Mellerio, tramandata di generazione in generazione, fa risalire la vera origine
della saga famigliare al 1613. Tutto ha inizio un mattino di quell'anno
quando un giovane apprendista pulitore di camini discende nel condotto di un camino
del palazzo del Louvre per effettuare la pulizia. Questa operazione é
nelle mani di un certo Jacques Pidò, un artigiano italiano originario del paese
di Villette, non lontano da Craveggia, che si é visto affidare l'esclusività
della pulizia dei camini del palazzo. Quando si appresta a pulire il suo
camino, il giovane apprendista sorprende un complotto mirante ad assassinare il
giovane re Luigi XIII°! Risalito il più velocemente possibile, egli
confida il suo terrificante segreto al suo padrone Jacques Pidò, il quale si
affretta a sua volta a ripetere il tutto ai tre consoli che hanno l'incarico di
occuparsi delle faccende della comunità italiana in Francia. Tra loro si trova
Jean-Marie Mellerio, secondo con quel nome in quanto discendente diretto
dell'intrepido piccolo artigiano di Craveggia. Non ascoltando che la loro
lealtà, i tre consoli domandano subito udienza alla Reggente, Maria de Medici,
italiana come loro. Si indovina il seguito: avvertita delle minacce che pesano
su suo figlio, ella fa arrestare i congiurati che pagheranno con la loro
testa questo tentativo abortito di regicidio. Riconoscente, la regina madre
decide allora di concedere la sua protezione agli abitanti dei tre comuni
di Craveggia, Malesco e Villette. E' così che, per decreto del consiglio del re
in data 10 ottobre 1613, ella accorda a questi ultimi il privilegio eccezionale
di esercitare il loro mestiere a Parigi e su tutto il territorio senza che
essi debbano sottostare alle restrizioni di tutti gli ordini
che pesano sull'esercizio delle professioni in Francia. Questo privilegio sarà
rinnovato da tutti i re di Francia, da Luigi XIII al reggente Luigi-Filippo
d'Orleans.
La
storia, piuttosto simpatica, ha una piccola aria di leggenda. Senza
dubbio il decreto del consiglio del re esiste veramente: esso
é conservato negli archivi di casa Mellerio. Qualcosa in
contrario? La spiegazione del favore reale é certamente più
prosaica. Pilastri, da un secolo, della comunità italiana in Francia, i
Mellerio, al momento del "complotto", figurano come persone
eminenti. A Craveggia, dove ritornano regolarmente, essi occupano, senza
alcun dubbio, una posizione dominante fra gli abitanti. Nel cuore delle
Alpi italiane, il paese é uno dei luoghi di passaggio obbligato per accedere ai
ducati della Savoia, del Piemonte e della Lombardia, nella misura in cui
questi territori sono ambiti dalle grandi potenze europee. Non é impossibile
che a quel tempo la famiglia, a cavallo tra la Francia e l'Italia, sia
servita come ponte avanzato degli interessi francesi nell'Italia del Nord.
I Mellerio, membri attivi della "diplomazia segreta" della corona di
Francia............... Così si spiegherebbe la prosecuzione, attraverso i
secoli , del famoso privilegio......
Per quanto se ne sa di quest'ultimo, la famiglia incomincia, nel 1613, un'ascesa che la condurrà ben presto alle porte dei palazzi reali.
Durante
più di un secolo, fino alla metà del XVIII° secolo, é per il loro commercio che i Mellerio, detti
"Meller" - così ormai vengono chiamati - esercitano il
privilegio che é stato loro elargito. Mercanti viaggianti, vanno di
città in città e seguono gli
spostamenti della
corte. Ad una clientela borghese e aristocratica, essi propongono ogni sorta di
oggetti, spille per capelli, fermagli,
accessori da merceria, bigiotteria in metallo più o meno preziosa, articoli di
gioielleria che essi comprano o fanno fare in Francia oppure in Italia.
Saltuariamente essi lasciano il regno di Francia per avventurarsi per le strade
d'Europa, verso gli innumerevoli principati della Germania, dove sono sicuri di
vendere la loro merce. E quindi, a poco a poco, i venditori ambulanti diventano
artigiani e, da viaggianti, diventano sedentari. Negli anni 1750, uno dei due,
Jean-Baptiste, apre in rue Vivienne una piccola boutique all'insegna
"Mellerio - Meller. Alla Corona di Ferro". Quando non é nel suo
negozio, Jean-Baptiste si trova alle porte del castello di Versailles, alla
ricerca di una clientela di qualità. Egli
presenta l'articolo con tale parlantina che
un bel giorno é notato da persona molto vicina alla regina Marie-Antoinette, di
cui diviene uno dei fornitori privilegiati. La consacrazione. Gli ordini reali
aiutando, Jean-Baptiste apre allora una seconda boutique in rue des Lombardes.
La
grande Storia, purtroppo, influenza nuovamente la famiglia. Nel
1789 la Rivoluzione, la caduta della Monarchia e ben presto il Terrore
immergono la Francia nel caos. In questi tempi di smarrimento, non é bene
aver lavorato per la corte di Francia. Mentre una parte della famiglia
sceglie di tornarsene a Craveggia, François Mellerio, lui, che é succeduto a
suo padre Jean Baptiste, sceglie di rimanere sul posto. Nelle ore calde
della Storia di Francia (1830, 1848, 1870, 1914 e 1940 più tardi....), i
Mellerio prenderanno sempre la decisione di restare al fine di sorvegliare i
loro affari. François, tuttavia, deve ben presto arrendersi all'evidenza.
Senza clientela, minacciato di arresto, deve scapparsene per i tetti per
sfuggire ai suoi persecutori. E' l'inizio di una straordinaria cavalcata che lo porta nelle armate rivoluzionarie, dove si arruola
come semplice granatiere, forse per farsi dimenticare, poi in Italia dove trova
un posto da Manini, uno dei grandi gioiellieri di Milano. Vi resterà fino al
1801, imparando le basi di questo mestiere che sarà d'ora in poi quello della
famiglia. François é in effetti la figura centrale della saga famigliare. Al
fine di mantenere il legame con la discendenza diretta di Giovanni-Maria
Mellerio, il fondatore della dinastia, questo personaggio di
grande carattere sposa sua cugina Madeleine, perdutamente innamorata di
lui. E' lui, soprattutto lui, quello che, ritornato in Francia, si mette a
ricostruire la fortuna della famiglia, messa male dalla rivoluzione. Dal 1801,
apre una boutique in rue du Coq-Saint-Honoré (oggi rue Marengo) ed incomincia a
rifarsi una clientela. L'aiuto della leggendaria
Madame Sans-Gêne, alla quale é molto vicino, gli sarà prezioso. Grazie a lei,
egli diventa fornitore dei Marescialli dell'Impero, poi dell'imperatrice
Josephine in persona che si serve da lui di piccoli oggetti e che attira nella sua cérchia la famiglia dell'imperatore, la
nuova nobiltà e la vecchia aristocrazia riunita. Nel 1815, l'anno stesso della
caduta di Napoleone, trasferisce la casa in rue de la Paix, dove si trova ancora oggi.
Tre
secoli dopo aver lasciato il loro lontano paese, i Mellerio si accingono
a scrivere una nuova pagina della loro storia. In Francia, e più tardi ovunque
in Europa, si incominciano ad apprezzare queste gioiellerie fantasiose e di buon
gusto, creazioni di qualità, e coloro che sanno assicurarsi la collaborazione
di tecnici fra i più rinomati del loro tempo - Pierre-Louis e Henry Foullé,
più tardi Falize o Fontenay. Dalla loro boutique di rue de la Paix,
dove sono installati i loro laboratori, François e i suoi
successori, Jean-François (1815-1886) et Antoine (1816-1882) divengono i
fornitori privilegiati di un gran numero di teste coronate, specialmente della
famiglia d’Orleans e in seguito, sotto il Secondo Impero, dell’imperatrice
Eugénie. Occorre dire che
François, che ha aperto nel 1848 una succursale in Spagna e che ha entrata libera alla
corte di Madrid, conosce bene la famiglia d’Eugénie de Montijo. Divenuta
imperatrice, questa resterà fedele alla casa ed alla quale lei ordina sontuose
parures. Il Secondo impero é allora, incontestabilmente, il periodo più fasto
per i Mellerio detti "Meller", i
quali compiono la loro trasformazione
definitiva in puri gioiellieri. La lista dei loro clienti é
un vero catalogo di celebrità. Vi si trovano in particolare il maresciallo de
Canrobert, l'imperatore di Russia, il re d’Italia, il vice-re d’Egitto, la
regina di Spagna, la principessa di Monaco et molti altri ancora.... Oltre a
tutti i tipi di parures, collane ed anelli, Mellerio detto
« Meller » realizza
allora degli oggetti di oreficeria religiosa destinati all'abbellimento delle
cattedrali d'Europa. Più tadri verranno le spade degli accademici, i trofei
sportivi e quindi, più recentemente, gli orologi a forma di sassolino.. Forte
della sua reputazione e di così prestigiose referenze, la casa
sopravvivrà a tutti i regimi. Sotto la IIIa Repubblica, il Maresciallo di
Mac-Mahon, il Maresciallo Lyautey, Adolphe Thiers, la famiglia Rothschild, ma
anche i Peugeot e gli Schneider e
pure il sultano del lontano Zanzibar figurano tra i clienti regolari
dello stabilimento di rue de la Paix.
Dopo il 1917, la lista dei clienti abituali della casa é coperta
dal segreto più assoluto.......
La
tradizione di eccellenza, basata specialmente su una collaborazione
costante con i migliori artisti: questa é la
chiave della longevità eccezionale di Mellerio detto « Meller », la
sola casa di alta gioielleria al mondo a far parte del club di Hénokiens.
Ma un'altra ragione ha sicuramente giocato: la capacità della famiglia di
assicurare la successione delle generazioni, realizzata in linea diretta dal
1515 e basata su un sistema ben rodato di associazione. Nel 1873,
Jean François e Antoine si erano associati i loro figli primogeniti
Raphaël (1847-1933) et Louis
Mellerio (1849-1921) prima di farne i loro successori. All'inizio del XXI
secolo, i due fratelli si associano con i
tre figli di Raphaël, Maurice, Charles e Bernard. I figli d Charles e di
Maurice, Emile, Hubert e Guy faranno lo stesso. Oggi, sono François e Olivier
Mellerio, i due figli di Emile, che presiedono ai destini dell'illustre casa, e
che si apprestano a festeggiare i suoi cinquecento anni d'esistenza. La
saga non é disposta ad interrompersi. Tanto che i due fratelli hanno ciascuno
una figlia che attira l'alta gioielleria........... Non quotata in Borsa,
Mellerio detta « Meller » ha conservato attraverso i tempi una
linea umana, garanzia della perennità dell'intraprendenza e del suo saper-fare.
La famiglia é ugualmente rimasta fedele a Craveggia. François e Olivier
Mellerio vi possiedono ciascuno la loro casa di famiglia, vecchie e rustiche
dimore di montagna situate nel cuore del paese, dove essi si recano
abitualmente. Sul posto vi ritrovano i loro numerosi cugini per le lunghe
passeggiate in montagna. E' là, nel cuore della val Vigezzo, che i discendenti
di Giovanni-Maria Mellerio si riannodano con le loro radici e attingono le loro ispirazioni per le prossime
creazioni..
* Historien d’entreprises
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