
Cenni storici: De pila, Pilla, de' conti Pila. E' indubbiamente da annoverarsi tra le famiglie nobili e più antiche di Craveggia. Prese il nome dalla località abitata nella parte superiore di Craveggia detta ancora "a la pila". Alcuni suoi membri emigrarono nel '600 negli Stati Pontificii, e più precisamente a Perugia, Spoleto e Orvieto.
A Spoleto da Gian Andrea Pila, già insignito di titolo nobiliare, nacque nel 1772 Antonio, che sposò poi donna Augusta Carocci. Costoro ebbero due figli: Andrea e Luigi. Andrea de' Conti Pila nasceva a Spoleto il 12 febbraio 1811. Fece i primi studi nel seminario di Rieti, laureandosi poi a Roma in ambe leggi. S'iniziò per tempo alla carriera diplomatica pontificia. Da Gregorio XVI nel 1837 fu nominato Prelato delle due Segnature, e poco dopo Delegato della Provincia di Camerino, e nel 1839 Delegato della città e provincia d'Ascoli. Passò poi nel 1843 alla Delegazione di Frosinone, e nel 1848 tornò a Roma Votante del Tribunale Supremo di Segnatura, e nell'anno seguente Commissario straordinario delle Provincie di Viterbo, Orvieto e Civitavecchia. Finalmente il 18 marzo 1858 venne eletto Ministro dell'Interno, carica che coprì con rara perizia in tempi calamitosi per il potere temporale. Esonerato dall'ufficio di Ministro dell'Interno nel 1865, veniva promosso Uditore Generale della Camera Apostolica e proposto alla porpora, quando la morte lo colse il 28 aprile 1868.
Ne' suoi sette anni al ministero dell'Interno, aveva in modo speciale attuate molte provvidenze a favore della questione operaia, sì da essere considerato un precursore della Rerum Novarum, l'immortale enciclica di Leone XIII.
Mons. Pila era insignito della Commenda dei SS. Maurizio e Lazzaro, di quella della Legion d'Onore e della Gran Fascia dell'Ordine Costantiniano.
Monsignor Luigi de' Conti Pila-Carocci, fratello del precedente, nacque a Spoleto nel 1817 e morì a Roma nel 1898. Ordinato sacerdote, si diede anch'egli alla magistratura pontificia: fu avvocato della Curia Romana, Protonotario Apostolico, Prelato Domestico, Referendario delle due Segnature, Abbreviatore del Parco Maggiore, Cavaliere del S. Sepolcro e Canonico di S. Pietro.
Fu anche buon storico e letterato, e di lui ci rimangono: Studio del nuovo canale marittimo di Suez - Codice diplomatico spoletino - Ricordo pel XVIII centenario di S. Maria in Mariano - Storia di Spoleto - Storia della Milizia pontificia, ed altre opere di valore. Nel settembre 1871 visitò festeggiatissimo Craveggia, terra de' suoi avi. I Pila-Carocci esistono ancora a Roma e nell'Umbria.
Stemma: Interzato in fascia: nel 1° d'azzurro con due stelle di sei raggi ordinata in fascia; nel 2° d'oro; nel 3° d'azzurro alla torre guelfa movente dalla punta sormontata da un abete al naturale terrazzato di verde. Questo stemma fu poi riprodotto nel filetto in palo dell'arma Pila-Carocci.
(da Giovanni De Maurizi "Il Nuovo Comune di Craveggia in Valle Vigezzo - Noterelle Storiche" - Tipografia C.Antonioli, Domodossola, 1930).