per consultare l'albero cliccare qui  > ALBERO FIRINO

Cenni storici:  Firini - o. Il più antico membro conosciuto di questa famiglia é un Iacobus de Ferino teste nel 1351. Famiglia patrizia di Craveggia che diede parecchi membri illustri al sacerdozio e alle armi.  Giovanni Antonio Ferino, nato nel 1651, fu parroco di Re, e per le sue benemerenze verso il  Santuario della Madonna del Sangue e per aver fatto edificare il maestoso campanile davanti alla chiesa, ebbe il titolo di primo arciprete di Re. Passò poi alla cura di Craveggia. Era Protonotorio Apostolico e Collaterale del S. Ufficio.  Padre Angelo Cherubino (1709-1756), al secolo Giovanni Antonio Ferino, vestì l'abito di San Francesco e fu guardiano del convento di S. Francesco di Cannobio e poi di quello di Romagnano Sesia.  Giuseppe Antonio, nato nel 1712, fratello del precedente, fu parroco di Castiglione d'Ossola, indi prevosto di S. Maria Maggiore. Fra Tomaso (Bernardo Ferino), fratello dei precedenti, vestì l'abito di S. Domenico e fu Lettore di Teologia nel celebre convento di S. Eustorgio di Milano. 

Il Generale Pietro Maria Bartolomeo Ferino nasceva a Craveggia il 23 agosto 1747da Bernardino e Caterina Andreetta. Recatosi giovinetto a Parigi col padre, ricco negoziante e banchiere, si arruolò da prima nell'esercito austriaco. Scoppiata la Rivoluzione francese, nel 1792 s'ingaggiò nell'esercito rivoluzionario col grado di luogotenente colonnello.  L'anno seguente prese parte nell'armata di Dumouriez alla guerra contro la Prussia e Austria, e si distinse nella presa della posizione di S. Anna nei Vosgi. Col grado di generale di divisione il 26 agosto 1793, alla testa delle avanguardie, sostenne un vigoroso combattimento nella foresta di Béval, facendo conservare all'armata intera le sue posizioni seriamente minacciate dai Prussiani. Nel 1795 al comando dell'ala destra dell'armata di Moreau, tocca Offenburg, Freiburg e prende d'assalto Augsburg.  Passato a nuoto il Lech, le falangi del nostro Ferino, sempre in testa, battono gli Austriaci inseguendoli sino a Monaco di Baviera. Prese pur parte alla battaglia di Herbolzheim cacciando il nemico sino a Kenzingen; poi, costretto il maresciallo Frelich a ripassare la Bleich, occupa Freiburg. Il general Ferino ebbe anche il comando di un corpo d'armata alla battaglia di Zurigo contro i Russi. Nel 1801 fu nominato comandante superiore della terza divisione militare di Metz, e nell'aprile 1807 Governatore di Anversa.  Era tenuto in molta stima da Napoleone, che lo nominò Grand'Ufficiale della Legion d'Onore, Senatore e Conte. Luigi XVIII gli conferì il diploma di Pari di Francia e le insegne di Cavaliere di S. Luigi.

In occasione della proclamazione di Giuseppe Bonaparte a re dell Due Sicilie, si portò a Napoli, ove fu creato Cavaliere e Dignitario dell'Ordine Reale delle Due Sicilie.  Ritornando da Napoli visitò Craveggia accoltovi trionfalmente dalla popolazione e dai parenti.

Il general Ferino moriva a Parigi il 28 giugno 1816, senza prole. Aveva sposato a Strasburgo nel 1793 Maria Clara De Staal, figlia del Marchese del Cairo, già vedova del Conte di Lantihak.

Giovanni Battista Ferino, cugino del generale, intraprese pure la via della armi acquistandosi la carica di Pagatore generale delle armate francesi di Germania e Russia. Ebbe in ricompensa la Legion d'Onore e la nomina di Intendente Generale delle Isole Ionie. Caduto Napoleone, passò al servizio di Luigi XXVIII in qualità di Pagatore generale del dipartimento della Senna; e nel 1828  Pagatore generale dell'esercito di Morea, e finalmente nel 1830 Pagatore generale dell'armata d'Africa. Morì a Parigi più che ottuagenario nel 1867.

Si ricorda anche il professor D. Giacomo M. Ferino, baccelliere in Lettere e istitutore dei figli del conte Arborio Mella di Gattinara, morto a Torino il 12 aprile 1862; l'architetto Antonio Ferino, pensionato del Re di Francia e Pietro Ferino, industriale costruttore.

Un ramo Ferino esiste ancora a Chartres (Francia).

Stemma: L'arma adottata dal generale Ferino ricorda le sue imprese e la etimologia latina del verbo "ferio": di rosso caricato d'un braccio di ferro ornato impugnante una doppia freccia d'argento guernita d'oro che "ferisce e non resta ferita" (1). Se ne hanno esemplari nella vecchia casa Ferino di Craveggia e su alcuni vassoi del principio del secolo scorso.

(1) Il gen. Ferino in mezzo a tanti combattimenti non ricevè mai alcuna ferita, come lo stesso Ferino ebbe a dichiarare a Napoleone

     (Cfr. Scaciga "Vite di Ossolani Illustri" pag.26)

(da Giovanni De Maurizi "Il Nuovo Comune di Craveggia in Valle Vigezzo - Noterelle Storiche"  - Tipografia C.Antonioli, Domodossola, 1930).

per più rapida consultazione dei personaggi con note informative cliccare sui Nomi  >

Antonia 1672 Bernardo 1716 Domenica 1663 Giovanni Antonio 1653
Giovanni Antonio 1709. Giovanni Battista 1799 Giuseppe Antonio 1712 Giuseppe Simone Antonio
Maria Maria Catterina 1720 Pietro Maria 1747  

                pagina Craveggia